Domenica 16 marzo 2025
E – Parco regionale Marturanum. Le opere dell’uomo: tombe e mulini intorno a Barbarano Romano
Ci siamo ritrovati in più di 20 escursionisti, guidati dagli organizzatori Patrizia e Peppe, a Porta Romana, accesso del Borgo di Barbarano Romano, comune di poche centinaia di abitanti a circa 30 Km da Roma.
Il tempo non prometteva nulla di buono ma ci siamo comunque incamminati fiduciosi e rinfrancati dalle rassicuranti previsioni di un cittadino di Barbarano, meteorologo de noantri, incontrato sul nostro percorso e che ci aveva rassicurato con una benevola e apparentemente sapiente previsione del tempo per la giornata.
La spedizione è subito incominciata percorrendo il primo sentiero che, in discesa, ci ha introdotto nel bosco selvaggio, quando ha cominciato a bersagliarci una pioggerella che ha reso il percorso molto fangoso e pertanto scivoloso. Ma tutti noi, orgogliosi della eroica tradizione di Arcoiris, abbiamo proseguito fino a costeggiare il torrente Biedano. Abbiamo subito raggiunto le prime due mole, strutture operative fino agli anni 60, ormai ruderi ma testimoni di una vivace attività artigiana in una zona non sviluppatissima. Il successivo obiettivo era quello di raggiungere una terza mola, la più suggestiva per la presenza di una piccola cascata e un laghetto, purtroppo la pioggia degli ultimi giorni aveva reso il guado del torrente non praticabile (almeno per noi, chissà se i giovani ragazzi di “Avventure nel mondo”, che abbiamo incontrato sulla via del ritorno, ci sono riusciti!), abbiamo convenuto di desistere.
La camminata è continuata con l’obiettivo di arrivare alla zona delle tombe etrusche, ciò ha significato guadare il torrente in più punti, uscendo illesi e asciutti dalla traversata, riscattando così l’insuccesso patito precedentemente.
Alle 13 in punto è suonata la campanella del pranzo, consumato rispettosamente e umidamente nel fango nei pressi del Tumulo della Cima, un complesso di tombe etrusche. E’ che quando suona la campana non ci ferma nessuno, anche con una semplice pagnottella, per l’onore di Gastroiris!
Dopo il breve ma meritato riposo l’escursione è proseguita, sempre scendendo e risalendo, sotto la pioggia, bellissime, profonde e scivolose forre con l’obiettivo di raggiungere le tombe del Cervo e della Regina. Lungo il percorso abbiamo incontrato, nell’alto di uno sperone di tufo, una piccola chiesa medievale, un convento diroccato e, poco distante, un antico bagno di epoca romana, non visitabile perché allagato dalla pioggia ma spettacolare nel panorama sulla valle sottostante che pure permetteva di intravedere.
Dopo un democratico consulto tra noi camminatori, sull’opportunità di proseguire, il maltempo incombente e temuto che le nuvole lasciavano presagire, ci ha convinto che era il momento di tornare alla base. Lì ci attendeva l’amorevole Presidente che ci aveva accompagnato solo per un breve tratto della nostra passeggiata, a causa di un piccolo problema ad una gamba.
Arrivati al parcheggio ed entrare in un bar è stato tutt’uno. Un caffè e uno spuntino per i più e poi tutti in macchina per il ritorno a casa.
Alla prossima!
E viva la PACE!!
Fernando