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Da Capranica Prenestina a Monte Manno (e ritorno, per fortuna)

Redazione

lbaldini


sabato 22 ottobre 2022 – da Capranica prenestina al monte Manno


Parte I – Dieci piccoli indiani

La nostra guida, Livia, mi ha chiamato qualche giorno prima: “sto male, non potresti fare tu da guida? E’ facile!” Per principio, non porto un gruppo se prima non ho percorso il sentiero, così ho cambiato itinerario: dal Monte Autore con i suoi colori autunnali, a una meno spettacolare ma molto panoramica escursione sui Monti Prenestini.

Fissato il cambio di programma, sono iniziati i cambi di partecipanti: ho ricevuto una telefonata, poi un whatsapp, poi chi chiedeva un passaggio e non l’ha trovato, chi confermava la sua assenza, e, infine, la mattina dopo alle sette l’ultimo forfait. Insomma, se il resoconto parlasse di chi non è più venuto, avrei molto di più da raccontare.

Comunque, ci siamo visti in piazza a Capranica Prenestina io, Lamberto, Antonietta e Anna (per fortuna, visto il numero esiguo, nessuno ha sbagliato andando a Capranica). Dopo il caffè, il gestore del bar della piazza ci ha spiegato come le castagne diventano mosciarelle (segnate la data, anzi cercatela perché non è ancora fissata: dopo la metà di novembre a Capranica – Prenestina, mi raccomando – ci sarà la sagra delle mosciarelle).

Partiamo dal parcheggio posto davanti al cimitero e raggiungiamo in un’ora la cresta, con ampia veduta, ampia se non ci fosse stata la nebbia, almeno. Un’altra ora ci porta alla croce di Monte Manno: il vento ci consiglia di scendere per il pranzo.

Ma questo rientra nella …

Parte II – Un pallino blu

ovvero le avventure di un escursionista neo-digitale e dei suoi amici

Come ho detto all’inizio, non ci avrei mai provato se avessi dovuto guidare un gruppo, ma visto che eravamo in famiglia, arrivati in cima a Monte Manno, ho proposto: 

“Facciamo l’anello? io non l’ho mai fatto, dovrebbe essere segnato, al limite torniamo indietro. e poi, e poi: ho la App dei Monti Prenestini con la ge-o-lo-ca-liz-za-zi-o-ne, capito?” (il punto era se ero capace di usarla, ma questo non gliel’ho detto, chiaramente, né gli ho detto che una parte della mappa mi appariva sfocata sullo smartphone).

Insomma, per farla breve, scendiamo e arriviamo a una carrareccia; fin qui era chiaro: a sinistra verso il Guadagnolo, a destra il percorso verso San Vito e, con una deviazione, di nuovo a Capranica. Ho ostentato sicurezza e siamo andati, tranquilli finchè la carrareccia era evidente, poi ci siamo trovati in mezzo al prato.

E’ lì che ho avuto il coraggio di guardare il cellulare: la applicazione funzionava e un bel pallino blu mi indicava che eravamo fuori strada, sì, ma non di tanto; bastava piegare un po’ a destra e via, fino a che il pallino blu non coincideva con il sentiero sulla mappa digitale. Dei buoni vecchi segnali bianchi e rossi, non c’era traccia.

E così siamo andati,continuando a scendere per una pista scoscesa, con qualche caduta, fino a un fontanile, da dove partivano due sentieri. Il pallino blu ci ha protetti e abbiamo imboccato il percorso giusto.

In un paio di ore, eravamo nei tavolini del bar in piazza. E io ero contento, contento, perché per la prima volta mi ero ge-o-lo-ca-liz-za-to!

Giuseppe M.


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1 Comments

  1. Un po’ di avventura non guasta…anzi risveglia l’attenzione e, a scuola si direbbe, facilità l’acquisizione (?) dello spazio. Un “anello” da consigliare.

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