racconti dalla quarantena: resoconti di giornate fra cucina e soggiorno percorrendo viaggi fantastici o meno.
Roma, 19 marzo 2020.
Ho iniziato a lavorare in smart working il giorno 11
Abbiamo avuto dall’azienda la possibilità di portare a casa le nostre postazioni. Il giorno che sono andata a prenderla era l’11 e già solo il percorso da casa al lavoro è stato incredibilmente veloce, i tempi di percorrenza ridotti di 2/3.
Gli altri colleghi già avevano iniziato a restare a casa dal giorno prima.
Arrivo in ufficio e mi accoglie uno scenario stranissimo popolato di scrivanie nude con solo qualche cartellina e qualche portapenne. Non un’anima in tutto il corridoio, i condizionatori accesi, un caldo infernale, non vedo l’ora di scappare da quel posto al punto che dimentico tutti i buoni propositi che fatti strada facendo:
darò acqua alle mie orchidee che dovranno soffrire di sete per un po’;
pulirò la caffettiera elettrica togliendo l’acqua e qualsiasi residuo di caffè per trovarla al ritorno in condizioni decenti;
chiamerò i colleghi che sono fuori e non possono rientrare per sapere se hanno bisogno di qualche documento;
Neanche per idea! in una scena da comiche anni ’30 smonto velocemente il pc, imballo al meglio il monitor e viaaaaaaaaaa!
Arrivo a casa con questo oggetto ormai sostituito da tempo nelle nostre case da pc portatili, trovo la postazione più idonea per il collegamento, e per la prima volta vedo insieme i due ambienti in cui divido la mia vita quotidianamente.
È strano…..vediamo quanto ci metto a abituarmi
Marina C.